"La Bontà è disarmante", Ernesto Olivero nominato Ambasciatore della Cultura della Pace

Il fondatore del Sermig a Sansepolcro il 21 Aprile per incontrare studenti e cittadinanza

Un connubio di immagini, parole e testimonianze, alla scoperta della PACE e dei suoi valori portanti. Questo, in sintesi, il cuore delle attività al centro dell'iniziativa "La Bontà è disarmante" in programma a Sansepolcro venerdì 21 aprile alla presenza di Ernesto Olivero.

L'evento, promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale e organizzato in collaborazione con l'Associazione Massimo Canosci e l'Associazione Cultura della Pace, consisterà in una giornata di confronto con il fondatore del Sermig - Servizio Missionario Giovani suddivisa in due momenti fondamentali.

Il primo, in programma dalle 9:00 alle 12:30 presso il Teatro alla Misericordia, vedrà Olivero confrontarsi con i rappresentanti delle scuole superiori di Sansepolcro. Attraverso la proiezione di alcuni filmati e testimonianze e con una metodologia di lavoro laboratoriale, i giovani presenti saranno introdotti alle tematiche che verranno successivamente sviluppate proprio nell’incontro con Olivero, previsto a metà mattinata.

Un lavoro questo, che farà da prologo all'evento clou della sera, in programma alle 21:00 all'Auditorium di Santa Chiara, con Ernesto Olivero che sarà protagonista di un incontro aperto con la cittadinanza. La serata vedrà la partecipazione dell'Associazione Cultura della Pace che conferirà a Olivero il titolo di Ambasciatore della Cultura della Pace.

Ernesto Olivero è nato nel 1940 a Mercato San Severino (Salerno), è sposato, con tre figli e sette nipoti. Ha lavorato in varie industrie del torinese e poi in banca fino alle dimissioni (1991).

Nel 1964 ha fondato a Torino il Sermig, Servizio Missionario Giovani, insieme alla moglie Maria e ad un gruppo di giovani decisi a sconfiggere la fame con opere di giustizia, a promuovere sviluppo, a vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione ai giovani cercando insieme a loro le vie della pace.

Il 2 agosto 1983 il Sermig trova la sua casa nel vecchio arsenale militare di Torino. È un segno di forte speranza: trasformare un luogo di guerra in luogo di pace, l'Arsenale della Pace, un "monastero metropolitano" aperto 24 ore su 24, una casa che accoglie chi cerca soccorso e conforto, un punto di incontro tra culture e religioni diverse, un luogo di preghiera dove chiunque può sostare.

Negli anni ’80 all’interno del Sermig nasce la Fraternità della Speranza, che conta attualmente un centinaio di aderenti: giovani, coppie di sposi e famiglie, monaci e monache che si dedicano a tempo pieno al servizio dei poveri, alla formazione dei giovani, con il desiderio di vivere il Vangelo e di essere segno di speranza.

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